Callosità:
Le callosità sono un ispessimento della cute (ipercheratosi) provocato da un
carico o da un attrito eccessivo, espressione di un appoggio scorretto. Una
calzatura non adatta può aggravare il problema.
I SINTOMI: Dolore nell'area interessata o sede di frizione.
PRIMO INTERVENTO: Usare calzature morbide per alleviare il dolore.
PREVENZIONE: Le pressioni sulle superfici interessate vanno ridotte e
ridistribuite. Sono consigliabili calzature morbide e comode. Un plantare
adeguato può essere d'aiuto per ridistribuire le aree di pressione.
COME CURARE: La ridistribuzione delle callosità si ottiene con
l'applicazione di prodotti cheratolitici, che devono sempre essere associati
ad una ridistribuzione del carico del piede.
Dita a martello:
E' una deformazione di una o più dita che assumono un'anomala postura in
flessione. Quello che all'inizio può essere solo un atteggiamento, si
trasforma in un posizionamento permanente, spesso doloroso in relazione allo
sfregamento delle dita con la tomaia della calzatura.
I SINTOMI: La postura delle dita a martello può favorire un attributo
anomalo con la tomba della calzatura, provocando dolorose callosità.
PRIMO INTERVENTO: Usare calzature con tomaia morbida.
PREVENZIONE: In una prima fase è possibile ridurre la deformazione con un
sostegno inserito in un adeguato plantare.
COME CURARE: Trattamento chirurgico con riposizionamento dell'asse delle
falangi.
Metatarsalgia:
I metatarsi sono cinque ossa lunghe che costituiscono la parte anteriore del
piede e si articolano con le falangi delle singole dita. La metatarsalgia è
un'infiammazione da sovraccarico delle articolazioni metatarso-falangee.
I SINTOMI: Nella fase iniziale non è semplice individuare i sintomi. Il
sovraccarico delle teste metatarsali può manifestarsi con un semplice
ispessimento della cute, fino a vere e proprie callosità. Quando vi è una
reazione infiammatoria acuta, il dolore si manifesta durante il cammino e si
può avere la sensazione di un corpo estraneo sotto il piede.
PRIMO INTERVENTO: Il dolore si riduce con il riposo e l'utilizzo di
antinfiammatori. Le calzature con suola spessa di gomma sono da preferirsi a
quelle con suola bassa di cuoio.
PREVENZIONE: L'obiettivo è quello di mogliorare la distribuzione del carico
anteriore del piede. A tale scopo la realizzazione di un plantare adeguato
può diventare il rimedio risolutivo del problema.
COME CURARE: Un plantare che attui una ridistribuzione del carico
metatarsale può essere sufficiente a risolvere il problema. Nei casi più
gravi, in cui il sovraccarico anteriore porta alla lussazione di una
falange, è indicata la terapia chiururgica.
Piede cavo:
E' una deformità anatomica del piede che comporta una aumento della
concavità dell'arco interno. L'area di appoggio del piede è limitata alla
parte anteriore ed al calcagno, mentre la parte intermedia ha uno scarso
contatto con la base di appoggio. Il piede cavo può essere associato ad
altre patologie.
I SINTOMI: Il piede cavo si riconosce da una volta plantare mediale più
marcata rispetto alla norma, talvolta associata a dolore anteriore e/o
dorsale.
PRIMO INTERVENTO: Usare scarpe con suola morbida.
PREVENZIONE: La deambulazione può essere migliorata da un plantare che
favorisce una ridistribuzione fisiologica del carico.
COME CURARE: Come per la prevenzione, l'utilizzo di un plantare può
risultare determinante allo scopo di ridistribuire le forze sulla superficie
di appoggio.
Piede piatto:
E' una deformità anatomica della pianta del piede dovuta ad una riduzione
della concavità fisiologica dell'arco plantare e ad cedimento mediale
eccessivo nella fase di appoggio. Nel piede piatto la superficie di carico
aumenta. Il piede piatto è spesso doloroso e limita di molto le attività
sportive che prevedeno la corsa.
I SINTOMI: Il piede piatto si riconosce da un volta plantare ridotta.
PRIMO INTERVENTO: Usare la tomaia rigida posteriormente.
PREVENZIONE: Correzione chirurgica in età adolescenziale (calcaneo stop).
COME CURARE: Nei casi di piede piatto non grave è utile un plantare
anatomico di sostegno. La calzatura deve essere solidale al plantare nel
limitare il movinmento verso l'interno del piede. Nei casi più gravi è
possibile una correzione di tipo chirurgico. L'età migliore per intervenire
è dai nove ai dieci anni.
Tendiniti:
La tendinite achillea è un'infiammazione dolorosa, determinata da un anomalo
utilizzo dello stesso tendine. E' frequente nello sportivo sottoposto ad un'iperattività
atletica. La patologia è favorita spesso da una superficie di appoggio
troppo rigida, o un asse di stiramento anomalo, che costringe il tendine ad
un lavoro non ottimale rispetto alle sue capacità fisiologiche.
I SINTOMI: Un bruciore doloroso a livello del Tendine d'Achille che può
attenuarsi durante lo sforzo e si acutizza successivamente. La palpazione
del tendine a circa 3/4 cm dalla sua inserzione è dolorosa.
PRIMO INTERVENTO: Il trattamento si basa sul riposo, uso di antinfiammatori
e l'applicazione locale di ghiaccio.
PREVENZIONE: Il plantare è un mezzo di correzione diomeccanica dell'appoggio
del piede che permette il miglior funzionamento del Tendine d'Achille.
COME CURARE: Quando il riposo e gli antinfiammatori non sono risolutivi,
bisogna prendere in considerazione le terapie fisiche (ultrasuoni,
ionoforesi, laser terapia, ipertermia) o l'intervento chirurgico nei casi di
patologia cronica. |